Ma il feed funziona?
Se sì, con quale indirizzo?
Se no, perché?
Tia
Ma il feed funziona?
Se sì, con quale indirizzo?
Se no, perché?
Tia
Leggevo su gattostanco, jtheo ed altri (sono in ufficio ed ho i bookmark a casa, quindi i link questa sera) diversi post (e relativi commenti) su un servizio di blogging professionale a pagamento.
Qualcuno insomma che si occupi dell’hosting, della registrazione di un eventuale dominio, dell’installazione della piattaforma, personalizzazione della grafica, aggiunta di “gadget vari”, backup periodico, aggiornamenti di sicurezza, supporto psicologico e fustigazione di tanto in tanto…
In parte quello che faccio (male) su diludovico.it per 13 blog ed un forum.
Di seguito quello che penso e ritengo sia fattibile, soprattutto sulla base della mia esperienza e dei miei errori.
Un servizio completo, con aggiornamenti più o meno periodici (vuoi della piattaforma, vuoi del template) e con una sorta di helpdesk richiede delle risorse dedicate solo a quello. A meno che non si stabilisca che le richieste d’intervento vengono evase entro x ore (con x maggiore di 24). Il che per un servizio a pagamento non fa una bella figura. Io stesso apro dei ticket al mio hosting provider, e se non si fanno vivi entro y minuti (con y strettamente minore di 60) comincio a preoccuparmi.
Un’alternativa potrebbe essere un servizio tecnico pay-per-use con un listino predefinito. Ad esempio installazione di WordPress m euro (magari con tutti gli aggiornamenti di sicurezza compresi entro l’anno), installazione di un tema o plugin n euro, personalizzazione dei temi o euro e via discorrendo.
Questa seconda possibilità lascerebbe in carico al cliente la gestione di altri aspetti tecnici rilevanti, e che vanno tenuti in considerazione: l’acquisto dello spazio, la registrazione del dominio, i backup, il contatto con l’assitenza tecnica per problemi non risolvibili dall’”installatore”. Ad esempio: se non va WordPress è colpa mia perché ho sputtanato il tema, o dell’hoster che ha i server down? E se il cliente acquista, per inesperienza, un hosting Windows mentre WordPress funziona meglio su Linux? Etc. etc. etc.
Io ad esempio non sono in grado di modificare radicalmente un template, di qualsiasi piattaforma, quindi immagino che dovrei esternalizzare questo servizio, ammesso che decida di offrirlo.
Io utilizzo degli hosting provider che conosco e di cui mi fido. Stessa cosa per le piattaforme.
Inoltre ci sarebbe il problema fiscale: non ho la partita iva, quindi non posso fatturare i servizi che presto. Lavoro in nero? Non credo ne valga la pena. Sono un lavoratore dipendente, con un buon stipendio. Finché si resta nell’ambito della liberalità non credo ci siano problemi, ma se dedicassi più tempo (ed in modo professionale) a questa nuova attività, innanzitutto il mio impiego principale ne risentirebbe. In secondo luogo dovrei verificare se sia legalmente possibile.
Ciononostante mi sono messo a fare due conti e sono giunto alla conclusione che la soluzione migliore sia fornire uno spazio pronto all’uso, con un tariffario predefinito per eventuali modifiche.
Quindi questa sono le mie “potenziali” offerte:
“Pensione completa”:
- 1500 Mb di spazio (tutto diludovico.it ne occupa meno di 250);
- 80 Gb di traffico al mese (diludovico.it ne consuma mensilmente circa 50);
- dominio e 40 indirizzi email compresi;
- WordPress in italiano preinstallato (con aggiornamenti di sicurezza garantiti e gratuiti per un anno);
- assistenza via mail entro 24 ore;
- installazione di plugin e installazione/modifica di templates: 1 gratis (per categoria, 20 euro una tantum i successivi)
- 200 euro pagati annualmente o 20 euro al mese.
“Mezza pensione”:
- 1500 Mb di spazio (tutto diludovico.it ne occupa meno di 250);
- 80 Gb di traffico al mese (diludovico.it ne consuma mensilmente circa 50);
- dominio e 40 indirizzi email compresi;
- WordPress in italiano preinstallato (con aggiornamenti di sicurezza garantiti e gratuiti per un anno);
- assistenza via mail entro 24 ore;
- 200 euro pagati annualmente o 20 euro al mese.
“Solo pernottamento”:
- installazione di WordPress (o altra piattaforma a scelta del cliente)
- aggiornamenti di sicurezza garantiti e gratuiti per un anno
- nessuna assistenza una volta accertato il funzionamento della piattaforma
- 50 euro una tantum
“Mensa Caritas”:
- hosting gratuito su sottodominio di diludovico.it;
- aggiornamento sporadico della piattaforma;
- down frequenti e completamente aleatori del server;
- il webmaster passerà di tanto in tanto con il piattino a raccogliere l’obolo;
UPDATE: mi si fa notare che i prezzi della mezza pensione e di quella completa sono uguali. Non ho sbagliato a digitare, ma sono volutamente identici.
La differenza è che con il “deluxe” sono obbligato ad installare gli optional a 20 euro l’uno (a parte il primo che non si nega a nessuno). Con il secondo, se vuoi te li installi da solo o fai a meno.
La logica per arrivare al prezzo finale, in caso di servizio con spazio incluso, parte dal costo dell’hosting stesso più un ricarico per la manodopera, quindi tra pensione completa e mezza pensione, tecnicamente, non ci sono differenze. Tutti gli extra vengono pagati a parte. Ecco perché anche il prezzo “base” non cambia.
Un paragone potrebbe automobilistico essere “automobile base a 1.000 euro con cerchi in lega opzionali a 50 euro in più” vs “automobile base a 1.000 euro senza poter ordinare i cerchi in lega”
Venerdì 13 (o 12+1 per gli scaramantici) il mio account (e tutti i blog che ospito di conseguenza) è stato messo offline.
Purtroppo non sono scappato con la cassa o con un pacchetto azionario di Dada in cambio della password di accesso
La causa è stato l’ennesimo phishing che utilizzava una cartella del mio sito per cercare di carpire username e password dei clienti di una banca londinese. Che non l’ha presa bene… Il mio hosting provider (la società che mi offre uno spazio sui loro server) e la webfarm che li ospita sono stati minacciati di azioni legali. Giustamente, oserei di aggiungere.
I tecnici hanno reso non raggiungibile la porzione di sito con la pagina “esca” e riabilitato il mio account dopo qualche ora, a patto che prestassi maggiore attenzione alla sicurezza e, soprattutto, che effettuasi un’installazione da zero di qualsiasi script ospitassi sul server.
Una nuova installazione è un processo abbastanza complesso. Solitamente a rischio zero (nulla va perduto), ma molto “time consuming”. Nel caso di un blog, bisogna spostare il vecchio in una directory differente (solitamente è sufficiente rinominare la directory principale), ricreare la cartella “tradizionale”, creare un nuovo database, installare l’ultima versione di WordPress, importare i dati dal vecchio database al nuovo, trasferire temi e plugin, sperare che nulla sia andato storto.
Questo dicevo in condizioni normali. Per dodici più uno blog. In un paio di occasioni qualcosa non è andata come preventivato e me ne scuso. Anzi, ne approfitto per ringraziare le persone coinvolte per l’infinita pazienza.
Qualcuno ha dovuto rinunciare al sistema che usava per pubblicare il proprio blog. Altri a plugin che magari ritenevano indispensabili. Altri hanno avuto delle notevoli limitazioni sulla possibilità di caricare file o modificare l’aspetto grafico del loro blog. Come ho avuto modo di scrivere via mail, ribadisco qui le mie più accorate scuse.
Lo spazio che mi ero riproposto di concedere voleva essere, nelle mie intenzioni, lo stato dell’arte. E forse per un po’ lo è anche stato.
Purtroppo diludovico.it è un semplice account con poteri molto limitati. Le risorse (in termini di spazio, banda, traffico e quelle hardware) devono essere necessariamente condivise tra tutti gli utilizzatori.
Non è possibile attuare una separazione netta tra i blog, quindi se uno viene compromesso, anche tutti gli altri sono a rischio.
Per questo non è stato facile contenere gli attacchi, che sono stati a breve distanza l’uno dall’altro. E purtroppo 14 diversi servizi (come erano in strutturati passato) richiedono un monitoraggio attivo e continuo, che non potevo permettermi.
Soprattutto alle vecchie condizioni.
I cambiamenti sono stati credo significativi e mi rendo conto in alcuni casi molto limitanti per qualcuno. Ripeto e ribadisco, che ne sono desolato, ma non potevo fare altrimenti. Odio quando vengono imposte delle regole dall’alto ma questa volta era necessario riportare un po’ d’ordine. Fare un po’ di pulizia.
Adesso diludovico.it dovrebbe essere un posto più sicuro e più ospitale per tutti.
E’ possibile che non esista il language pack in italiano per MovableType 3.33 o sono io che non riesco a trovarlo?
Sul sito ufficiale c’è quello tradotto da Gianluca Neri, risalente a novembre 2002…
Poi ci si interroga sul successo di WordPress.
Ieri sera mi è arrivato un invito per aprire un account su wordpress.com.
Se già da queste parti posto una volta la settimana, dubito che avere un altro spazio faccia aumentare la frequenza dei post.
Mi farò venire qualche idea…
Ah, ho appena scoperto di poter distribuire un invito. Visto che non c’è due senza tre, potrei mandarmelo, e continuerei ad averne sempre uno. Oppure spezzare l’incantesimo e regalarlo a chiunque fornisca un valido motivo, via mail e/o commento.
Faccio presente che ad una prima occhiata le possibilità di personalizzazione sono molto più contenute rispetto ad un blog ospitato su diludovico, quindi le motivazioni per ricevere l’invito devono essere decisamente valide e giustificate.
Una postilla al post precedente.
Per l’aggiornamento di WordPress, ad un certo punto, è necessario eliminare tutti i file presenti sul server, per trasferire i nuovi.
Un plugin di quelli utilizzati da Kimota era stato installato male, e l’owner sia della cartella che dei dati è 99 99 (anziché 32007 diludovi), quindi non ho i permessi per fare piazza pulita.
Di solito basta aprire un ticket al supporto tecnico.
Qualcosa deve essere andata storta, perché io sono sicuro di aver scelto “Supporto di primo livello” come reparto. Ed invece:

Ho appena finito di aggiornare, alla versione 1.5.1.3 i seguenti blog condominiali (fermi alla 1.2.2):
Giavasan;
Kimota;
gattostanco.
I template sono stati mantenuti.
A tutti ho installato l’ultima versione di SpamKarma, come consigliato da Principe.
I commenti sembrerebbero andare.
Il pannello di controllo ora dovrebbe essere in italiano. Se crea qualche scompenso, lo rimetto in inglese.
E’ quasi certo che qualcosa, da qui ai prossimi 3 mesi (se non oltre) potrebbe smettere di funzionare, o non essere come prima.
In questo caso, siete pregati di farmelo sapere, e vedrò di metterci una pezza.
State pensando di trasferirvi da una piattaforma gratuita a una in proprio?
Siete un webmaster in cerca di spazio professionale?
Se per un qualsiasi motivo volete uno spazio presso un hosting provider tra i più rinomati, a prezzo di saldo, questa è l’occasione giusta.
- 2400 Mb di spazio, incrementata mensilmente di 20 Mb (tutto diludovico.it ne usa appena 200);
- 120 Gb di traffico, incrementato di 1 Gb al mese (qui si sfiorano i 40 GB mediamente);
- 600 account di posta elettronica
- 75 account ftp
- 1 dominio registrato gratuitamente
- e molto altro ancora
Tutto per la modestissima cifra di 9 dollari e spiccioli (l’addebito sulla carta di credito è stato di 7,75 euro).
- E’ sufficiente andare sul sito di DreamHost;
- sottoscrivere il pacchetto “Crazy Domain Insane (solamente one-year o two-year pre-payment);
- scegliere il dominio (solo i com, net, org e info sono gratis)
- inserire username e indirizzo e-mail
- registrarsi come nuovo cliente
- inserire 777 come “Optional Promo Code” e cliccare su update
- pagare in modo sicuro l’importo con carta di credito.
Fonte: Weblog Tools Collection, che a sua volta ci è arrivato da qui, che a sua volta ci è arrivato da qui.
Parafrasando gattostanco, anche in quel di Milano, nonostante la pioggia di ieri sera, continua a fare un caldo difficilmente sopportabile.
Quale scusa migliore per aggiornare WordPress?
Conto di terminare nei prossimi 20 minuti.
Vi prego di segnalare eventuali malfunzionamenti nei commenti o via mail.
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