Adoro questo mondo

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Verso la metà di novembre sarò a Francoforte per una fiera.

Per farmi un’idea su chi fossero gli altri espositori ho navigato un po’ sul sito dell’evento, ed ho scoperto che, per i visitatori, ci sarà una specie  di concorso a premi.

Il primo estratto si porterà a casa una macchina per spillare la birra.

Quanta saggezza

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Dilbert

Ci sono anche persone per bene

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Christian, via mail, vi ha comunicato il codice per un buono sconto su IBS, da 5 euro e valido sino al 10 novembre.

Facciamo che lo comunico al primo che nei commenti promette solennemente di usarlo per comprare questo libro.

Io per il momento devo mettere da parte i soldi per un nuovo ipod, un nuovo laptop, un nuovo navigatore satellitare, una nuova macchina fotografica compatta e, soprattutto, una nuova porta…

Vorrei essere un pensionato

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Non tanto per il tempo libero. La pensione accreditata sul conto BancoPosta senza dover andare a lavorare o le gite con la parrocchia.

Nemmeno per la consuetudine di commentare i cantieri con i simili, o le discussioni di politica in piazza del Duomo.
Se fossi stato un pensionato, questa mattina sarei rimasto a casa e probabilmente avrei preso a randellate i figli di buona donna che mi hanno svaligiato l’appartamento.

Amarcord digitali

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Prendo spunto da questo post di Tambu per recuperare i miei ricordi digitali.

Al secondo anno di università (autunno 1995) un mio collega mi racconta di una serata passata a casa di un suo amico, trascorsa chattando su icom (che poi venne “assorbita” da clarence) . Da allora, e per diverso tempo, ho trascorso innumerevoli pomeriggi nelle sale informatiche della Bocconi.

Il primo sito visitato è stato quello della rete civica milanese. Il mio primo indirizzo email è stato ddl1@freenet.hut.fi.
Ai tempi non esistevano le webmail e si poteva creare un indirizzo con quel provider solo su invito. Per leggere la posta c’era solamente telnet, o la primissima versione di Eudora, che si poteva eseguire da floppy. Non avendo un collegamento a casa, scrivevo e rispondevo alle mail “offline” e spedivo prima dell’inizio delle lezioni.

Il mio primo spazio web è stato su freenet.org. I server appartenevano ad un prodiver fiorentino (aspide.it) e per ottenere un account bisognava inviare una copia della carta d’identità via fax.

diludovico.it è nato l’11 maggio 2001. Ai tempi era possibile registrare un solo dominio .it per codice fiscale. Il provider di allora era cowe.net, diventato poi sps-host.it, presso cui è ancora ospitato.

Il primo tentativo di blog risale al 2001, la piattaforma era Greymatter  e per fortuna non sono riuscito a trovarne traccia.

E mi ricordo anche la prima volta che ho usato google. Per un paio d’anni ho fatto parte di AIESEC, associazione studentesca che si occupa di scambi internazionali. Ai tempi stavamo organizzando un progetto sulla Romania. Pensavamo di mettere un’immagine di Dracula sulla bozza del programma. Per quanto ci fossimo sforzati, non riuscivamo a trovare nulla che andasse bene, finché uno CEEDer rumeno apre l’homepage di google, motore di ricerca che gli era stato consigliato da alcuni suoi amici. Inutile dire che nella seconda pagina dei risultati c’era l’immagine di cui avevamo bisogno.

Mi fischiano le orecchie

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Da mercoledi’ sono a Vienna per lavoro.

Questa sera, con i colleghi, siamo tornati in albergo dopo aver cenato al Rathauskeller. Il taxi si e’ fermato dietro un pullman targato Chieti. La hall e’ piena di italiani sbraitanti.

Scommetto che se mi fermo altri 10 minuti comincia la vendita delle pentole.
E magari con 19 euro mi riportano anche a Milano…

In Giappone

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La mia futura moglie ieri ha giocato a tennis.

Non ci sarebbe nulla di strano, se non fosse che il campo era a Ginza (quartiere chic di Tokyo) , all’ultimo piano dei Magazzini Printemps.

E’ un po’ come se si potessero organizzare dei tornei di calcetto sul tetto della Rinascente di Piazza Duomo a Milano.

Aspettative

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Chissà se la mia futura moglie farà lo stesso.

I know you are reading this

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Carla: fuck off

Giudizio definitivo e senza possibilità di ripensamento

varie ed eventuali 3 Comments »

Michael Clayton fa cagare.

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