Quando frequentavo le superiori, con un compagno di classe collezionavamo Comix, che ai tempi era un settimanale edito dalla Panini (ora credo sia degenerato in un’agenda stile Smemoranda).
Lui in realtà comprava anche Cuore e ogni tanto il Vernacoliere ma, per quest’ultimo, penso lo facesse per darsi un tono, visto che non rideva mai mentre lo sfogliava. Comunque sto divagando.
Su Comix c’era, tra le varie rubriche fisse, la posta del cuore, curata per un po’ di tempo da Daria Bignardi.
Era la prima cosa che leggevo perché al termine della risposta Daria consigliava sempre un libro, non di quelli “pallosi” che fanno parte del programma scolastico. E a me la lettura è sempre piaciuta.
Ai tempi provavo dei sentimenti nei confronti di una biondina della IIC , ma mi limitavo a farle avere delle letterine tramite un mio compagno di classe che frequentava con lei il corso pomeridiano di latino. Non avevo il coraggio di guardarla meglio occhi e, durante la ricreazione, cercavo sempre di evitarla.
Lacerato dal dubbio, indeciso sul da farsi, rintanato nel mio guscio come una lumaca a cui si toccano le antenne presi la decisione di scrivere a Daria. O meglio, alla posta del cuore di Comix.
Ovviamente non speravo in una risposta. Mai mi sarei aspettato la pubblicazione. Feci come un qualsiasi naufrago con carta, penna e bottiglia; scrissi la lettera, la imbustai ed attesi.
Il pomeriggio di qualche giorno dopo mia mamma mi dice che ha al telefono una segretaria della scuola che ha bisogno di alcune informazioni. Mi passa la linea e, dopo qualche secondo, scopro di parlare con Daria.
Ho un vago ricordo della conversazione, ma dubito che si potesse definire tale. Per carità, lei è stata cortese, discreta ed estremamente gentile ma io ero come paralizzato. Alle sue domande sulla mia “storia” con la biondina, credo di aver risposto solo a monosillabi. Forse rendendosi conto del mio imbarazzo, ha concluso la telefonata dandomi alcuni consigli, che tra l’altro non penso di aver messo in pratica.
Nel numero successivo di Comix c’era la mia lettera e la sua risposta, che si concludeva con l’usuale consiglio letterario.
Tutto questo per dire che anch’io ho letto il mondo secondo Garp.
Recent Comments