Età della pietra (preziosa)

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Prima che mi rubassero il cellulare avevo fatto un salto da Swarowski, in Galleria.

Tra poco più di un mese è il compleanno dell’amica giapponese e di solito i regali per queste occasioni li prendo lì.

Faccio un giro tra le verine e trovo questo. Attendo svariati minuti prima che una commessa me lo mostri.

Mi piace e decido di prenderlo. Chiedo una confezione regalo e vengo indirizzato alla cassa.
Prima di me c’è un signore con tre pacchetti. Totale 250 euro. La cassiera lo informa che dal pomeriggio hanno dei problemi di collegamento e si può pagare solo in contanti. Il signore sbuffa, fa presente che lui non va in giro con così tanti soldi liquidi e chiede dov’è il Bancomat più vicino.

Io guardo nel portafoglio. Conto le banconote: non bastano. Tra l’altro sono in ritardo all’appuntamento con i miei colleghi e non ho voglia di andare a prelevare.

Mi scuso per la pochezza dei miei mezzi, saluto la commessa ed esco.

Torno a casa e faccio un salto sul sito della Swarowski, dove trovo questo e questo.

Li ordino in 2 minuti, pago con la carta di credito e tra qualche giorno li riceverò a casa, senza pagare le spese di spedizione.
E soprattutto senza aver fatto figure di merda perché avevo solo 80 euro in tasca…

Milano, Bronx in miniatura (redux)

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Questa sera, nel percorso da Piazza del Duomo a Largo Cairoli, tra le 18:14 e le 19:20, mi hanno rubato il cellulare.

Un Nokia 6630, preso a luglio dello scorso anno, con un paio di foto delle vacanze, qualche messaggio e l’intera rubrica salvata sulla SIM.

Il bastardo in poco meno di un’ora è riuscito a consumare 50 euro abbondanti di credito.

Ovviamente appena me ne sono accorto ho bloccato la scheda. Domani vado in un centro Tim per comunicare il codice IMEI (sperando che si riesca a rendere il cellulare inutilizzabile) e farmi dare il tabulato delle chiamate.

Poi dai carabinieri per la denuncia.

Comunque, con tutta la sfiga che mi ha colpito, un po’ di fortuna l’ho avuta.

Il 20 settembre, con il programma Nokia PC Suite, avevo fatto un backup dei dati del cellulare .
Adesso ho un file Nokia 6630_20-9-2006.nbu che non so so come aprire, ma che spero di riuscire ad importare sul prossimo telefonino.

Inoltre, giovedì scorso, avevo ordinato sul sito della Tim un Nokia E61. Dovrebbero consegnarmelo domani.

P.S.: il titolo fa riferimento a questo post

WordPress 2.0.5

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E’ appena uscita la nuova versione di WordPress.
Cercherò di aggiornare tutti i blog entro il pomeriggio.

Per fortuna ho guadagnato 60 minuti con il ripristino dell’ora solare.

UPDATE: sono riuscito ad aggiornare quasi tutti i blog. Credo sia filato tutto liscio. Se notaste dei problemi, fatemi un fischio.

UPDATE 2: il file di localizzazione in italiano è ora disponibile. Chi lo volesse, è pregato di farmelo sapere via mail o con un commento

Problema di campionamento?

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A metà luglio mi sono registrato su un sito di ecommerce.

Ogni due settimane circa mi mandano per posta ordinaria un catalogo con le novità.

Oggi ricevo una mail in cui venivo informato che se avessi effettuato un ordine con controvalore superiore a 59 euro, mi sarebbe stata regalata una cravatta. Se avessi scelto una camicia, il titolare in persona avrebbe abbinato i due capi.

Vado sul sito, e scelgo una camicia classica. Mi chiedono, giustamente, la taglia. Non ne ho la minima idea…

Fino a pochi mesi fa mia madre si occupava del mio abbigliamento. Lo scrivo con un po’ di vergogna, ma per vari motivi credo di aver comprato abbigliamento “in autonomia” una mezza dozzina di volte in vita mia.

Così ho il lampo di genio: apro l’armadio e controllo la taglia delle camice che metto di solito.

La prima è una 45. La seconda, che mi sta un po’ larga, una 46. Guardo la terza: 44. Per scrupolo passo alla quarta: 45 ancora. La quinta, un po’ stretta è una 43. Sono indeciso tra 44 e 45. Per un acquisto su internet ho bisogno della conferma: decido di controllare anche la sesta. Ovviamente una XL.

Ci sarà un’altra occasione per avere la raffinata e pregiata cravatta interamente fatta a mano del valore di 42,00 euro

Lotta alla prostituzione

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In viale Abruzzi stanno rifacendo i marciapiedi…

Corso base di giapponese

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Ieri sera sono stato alla prima lezione del corso di lingua giapponese per principianti.

E’ organizzato dal Centro Incontri Culturali Oriente – Occidente che ha sede a Milano, in via Lovanio 8 (una traversa di Via Moscova). Il programma prevede 20 lezioni tenute da Yumiko, giapponese che da 2 anni vive in Italia. Il costo è di 300 euro e gli appuntamenti sono di martedì, alle 19:00, per un’ora e mezza.
La prima lezione è stata molto interessante. Ho anche dei compiti da fare a casa (credo che l’ultima volta sia stata a luglio 1994).

Io vorrei tanto continuare a partecipare, ma sono l’unico iscritto e temo che il corso venga cancellato.

Se vuoi imparare il giapponese, o conosci qualcuno che potrebbe essere interessato, ti prego di farmelo sapere.
Con qualche partecipante in più, è molto probabile che le lezioni continuino.

Grazie.

La blog-badante

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Leggevo su gattostanco, jtheo ed altri (sono in ufficio ed ho i bookmark a casa, quindi i link questa sera) diversi post (e relativi commenti) su un servizio di blogging professionale a pagamento.
Qualcuno insomma che si occupi dell’hosting, della registrazione di un eventuale dominio, dell’installazione della piattaforma, personalizzazione della grafica, aggiunta di “gadget vari”, backup periodico, aggiornamenti di sicurezza, supporto psicologico e fustigazione di tanto in tanto…

In parte quello che faccio (male) su diludovico.it per 13 blog ed un forum.
Di seguito quello che penso e ritengo sia fattibile, soprattutto sulla base della mia esperienza e dei miei errori.

Un servizio completo, con aggiornamenti più o meno periodici (vuoi della piattaforma, vuoi del template) e con una sorta di helpdesk richiede delle risorse dedicate solo a quello. A meno che non si stabilisca che le richieste d’intervento vengono evase entro x ore (con x maggiore di 24). Il che per un servizio a pagamento non fa una bella figura. Io stesso apro dei ticket al mio hosting provider, e se non si fanno vivi entro y minuti (con y strettamente minore di 60) comincio a preoccuparmi.

Un’alternativa potrebbe essere un servizio tecnico pay-per-use con un listino predefinito. Ad esempio installazione di WordPress m euro (magari con tutti gli aggiornamenti di sicurezza compresi entro l’anno), installazione di un tema o plugin n euro, personalizzazione dei temi o euro e via discorrendo.

Questa seconda possibilità lascerebbe in carico al cliente la gestione di altri aspetti tecnici rilevanti, e che vanno tenuti in considerazione: l’acquisto dello spazio, la registrazione del dominio, i backup, il contatto con l’assitenza tecnica per problemi non risolvibili dall’”installatore”. Ad esempio: se non va WordPress è colpa mia perché ho sputtanato il tema, o dell’hoster che ha i server down? E se il cliente acquista, per inesperienza, un hosting Windows mentre WordPress funziona meglio su Linux? Etc. etc. etc.

Io ad esempio non sono in grado di modificare radicalmente un template, di qualsiasi piattaforma, quindi immagino che dovrei esternalizzare questo servizio, ammesso che decida di offrirlo.

Io utilizzo degli hosting provider che conosco e di cui mi fido. Stessa cosa per le piattaforme.

Inoltre ci sarebbe il problema fiscale: non ho la partita iva, quindi non posso fatturare i servizi che presto. Lavoro in nero? Non credo ne valga la pena. Sono un lavoratore dipendente, con un buon stipendio. Finché si resta nell’ambito della liberalità non credo ci siano problemi, ma se dedicassi più tempo (ed in modo professionale) a questa nuova attività, innanzitutto il mio impiego principale ne risentirebbe. In secondo luogo dovrei verificare se sia legalmente possibile.

Ciononostante mi sono messo a fare due conti e sono giunto alla conclusione che la soluzione migliore sia fornire uno spazio pronto all’uso, con un tariffario predefinito per eventuali modifiche.

Quindi questa sono le mie “potenziali” offerte:

“Pensione completa”:

- 1500 Mb di spazio (tutto diludovico.it ne occupa meno di 250);
- 80 Gb di traffico al mese (diludovico.it ne consuma mensilmente circa 50);
- dominio e 40 indirizzi email compresi;
- WordPress in italiano preinstallato (con aggiornamenti di sicurezza garantiti e gratuiti per un anno);
- assistenza via mail entro 24 ore;
- installazione di plugin e installazione/modifica di templates: 1 gratis (per categoria, 20 euro una tantum i successivi)
- 200 euro pagati annualmente o 20 euro al mese.

“Mezza pensione”:

- 1500 Mb di spazio (tutto diludovico.it ne occupa meno di 250);
- 80 Gb di traffico al mese (diludovico.it ne consuma mensilmente circa 50);
- dominio e 40 indirizzi email compresi;
- WordPress in italiano preinstallato (con aggiornamenti di sicurezza garantiti e gratuiti per un anno);
- assistenza via mail entro 24 ore;
- 200 euro pagati annualmente o 20 euro al mese.

“Solo pernottamento”:

- installazione di WordPress (o altra piattaforma a scelta del cliente)
- aggiornamenti di sicurezza garantiti e gratuiti per un anno
- nessuna assistenza una volta accertato il funzionamento della piattaforma
- 50 euro una tantum

“Mensa Caritas”:

- hosting gratuito su sottodominio di diludovico.it;
- aggiornamento sporadico della piattaforma;
- down frequenti e completamente aleatori del server;
- il webmaster passerà di tanto in tanto con il piattino a raccogliere l’obolo;

UPDATE: mi si fa notare che i prezzi della mezza pensione e di quella completa sono uguali. Non ho sbagliato a digitare, ma sono volutamente identici.

La differenza è che con il “deluxe” sono obbligato ad installare gli optional a 20 euro l’uno (a parte il primo che non si nega a nessuno). Con il secondo, se vuoi te li installi da solo o fai a meno.

La logica per arrivare al prezzo finale, in caso di servizio con spazio incluso, parte dal costo dell’hosting stesso più un ricarico per la manodopera, quindi tra pensione completa e mezza pensione, tecnicamente, non ci sono differenze. Tutti gli extra vengono pagati a parte. Ecco perché anche il prezzo “base” non cambia.

Un paragone potrebbe automobilistico essere “automobile base a 1.000 euro con cerchi in lega opzionali a 50 euro in più” vs “automobile base a 1.000 euro senza poter ordinare i cerchi in lega” 

Ricredersi

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Ero convinto di aver fatto il mio dovere. Il minimo indispensabile. Sembra mi sia sbagliato.

Sono maledettamente prevedibile

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Cosa ho trovato nello zaino

Un lunghissimo weekend di passione

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Venerdì 13 (o 12+1 per gli scaramantici) il mio account (e tutti i blog che ospito di conseguenza) è stato messo offline.

Purtroppo non sono scappato con la cassa o con un pacchetto azionario di Dada in cambio della password di accesso :)

La causa è stato l’ennesimo phishing che utilizzava una cartella del mio sito per cercare di carpire username e password dei clienti di una banca londinese. Che non l’ha presa bene… Il mio hosting provider (la società che mi offre uno spazio sui loro server) e la webfarm che li ospita sono stati minacciati di azioni legali. Giustamente, oserei di aggiungere.

I tecnici hanno reso non raggiungibile la porzione di sito con la pagina “esca” e riabilitato il mio account dopo qualche ora, a patto che prestassi maggiore attenzione alla sicurezza e, soprattutto, che effettuasi un’installazione da zero di qualsiasi script ospitassi sul server.

Una nuova installazione è un processo abbastanza complesso. Solitamente a rischio zero (nulla va perduto), ma molto “time consuming”. Nel caso di un blog, bisogna spostare il vecchio in una directory differente (solitamente è sufficiente rinominare la directory principale), ricreare la cartella “tradizionale”, creare un nuovo database, installare l’ultima versione di WordPress, importare i dati dal vecchio database al nuovo, trasferire temi e plugin, sperare che nulla sia andato storto.

Questo dicevo in condizioni normali. Per dodici più uno blog. In un paio di occasioni qualcosa non è andata come preventivato e me ne scuso. Anzi, ne approfitto per ringraziare le persone coinvolte per l’infinita pazienza.

Qualcuno ha dovuto rinunciare al sistema che usava per pubblicare il proprio blog. Altri a plugin che magari ritenevano indispensabili. Altri hanno avuto delle notevoli limitazioni sulla possibilità di caricare file o modificare l’aspetto grafico del loro blog. Come ho avuto modo di scrivere via mail, ribadisco qui le mie più accorate scuse.

Lo spazio che mi ero riproposto di concedere voleva essere, nelle mie intenzioni, lo stato dell’arte. E forse per un po’ lo è anche stato.

Purtroppo diludovico.it è un semplice account con poteri molto limitati. Le risorse (in termini di spazio, banda, traffico e quelle hardware) devono essere necessariamente condivise tra tutti gli utilizzatori.
Non è possibile attuare una separazione netta tra i blog, quindi se uno viene compromesso, anche tutti gli altri sono a rischio.

Per questo non è stato facile contenere gli attacchi, che sono stati a breve distanza l’uno dall’altro. E purtroppo 14 diversi servizi (come erano in strutturati passato) richiedono un monitoraggio attivo e continuo, che non potevo permettermi.
Soprattutto alle vecchie condizioni.

I cambiamenti sono stati credo significativi e mi rendo conto in alcuni casi molto limitanti per qualcuno. Ripeto e ribadisco, che ne sono desolato, ma non potevo fare altrimenti. Odio quando vengono imposte delle regole dall’alto ma questa volta era necessario riportare un po’ d’ordine. Fare un po’ di pulizia.

Adesso diludovico.it dovrebbe essere un posto più sicuro e più ospitale per tutti.

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