L’economia secondo Grillo bis

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Ogni anno le aziende italiane devono fare il budget, cioè il risultato aziendale.
Il raggiungimento del budget consente di distribuire i dividendi agli azionisti.
La distribuzione di dividendi consistenti fa crescere il valore del titolo in borsa.

Fonte.

Non è sempre vero che la distribuzione di dividendi faccia crescere il valore del titolo in borsa.

In alcuni casi aver distribuito dividendi ha comportato conseguenze negative sulla quotazione del titolo. Sembra paradossale, ma così non è.
I dividendi altro non sono che una quota degli utili generati da una società, e che remunerano gli azionisti per l’investimento effettuato (l’acquisto di un pacchetto azionario).
Se gli utili vengono distribuiti vuol dire, in alcuni casi, che non c’erano possibilità migliori per utilizzarli internamente. Ad esempio non viene fatta ricerca e sviluppo. Oppure non ci sono nuovi progetti da finanziare. O ancora gli utili derivano da componenti straordinarie, quali la liquidazione di rami d’azienda.

Le società che tipicamente distribuiscono un sostanzioso (e costante) utile sono quelle facenti parte del ramo “utility” (settore energetico ad esempio). Operano in regime di quasi monopolio, raccolgono i frutti di investimenti fatti in passato, hanno ricavi stabili e quindi possono permettersi di distribuire dividendi generosi agli azionisti.

Trovatemi una società in buona salute, che fa ricerca, ha un indebitamento ragionevole, con un management preparato, che operi in un settore concorrenziale rispettando le regole. Sono pronto a scommettere che i dividendi non sono per niente consistenti (come scrive Grillo).

Un esempio a caso.

Google è stata ammessa alle quotazioni il 18 agosto 2004, ad un prezzo di 85 USD ad azione.
Oggi un’azione viene scambiata a 306 USD.

Secondo Grillo Google dovrebbe aver elargito dividendi consistenti, altrimenti una crescita così elevata in poco più di un anno non sarebbe spiegabile.

Ebbene:

Does Google pay a cash dividend?

No, we have never declared or paid a cash dividend nor do we expect to pay any dividends in the foreseeable future.

Fonte

L’economia secondo Grillo

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In Italia soldi non ne entrano più e la collocazione dei titoli di stato all’’estero, che servono a ridurre il nostro debito pubblico, sta diventando impossibile.

Fonte.

Questa è un’emerita stronzata.

Per prima cosa, i titoli di stato non servono a diminuire il debito pubblico. I titoli di stato rappresentano il debito pubblico.

Se gli importi delle nuove emissioni superano lo stock in scadenza, significa che il debito pubblico italiano è aumentato. Le sottoscrizioni possono essere effettuate da investitori italiani o stranieri, ma il concetto di base non cambia.

Inoltre, basterebbe che Grillo desse un’occhiata ai risultati dei collocamenti per rendersi conto delle bestialità che scrive. Quasi sempre le richieste superano la quantità di titoli offerti.
Notizia ANSA di ieri:

TESORO: ASSEGNATI 2MLD BTPI A 5 ANNI, RENDIMENTI IN CALO
(ANSA) – ROMA, 28 set – Rendimenti in calo nell’asta odierna del Tesoro che ha assegnato 2 miliardi di BTp quinquiennali indicizzati all’inflazione dell’area dell’euro con scadenza al 15 settembre 2010.
L’operazione ha visto un rendimento annuo lordo dello 0,57%, in flessione di 0,09 punti rispetto al collocamento precedente, con un prezzo di aggiudicazione di 101,86. La domanda è stata più che doppia rispetto all’offerta e pari a 4,082 miliardi. (ANSA).

Il neretto è mio, ovviamente.

Grillo crede davvero che le dimissioni di Siniscalco abbiano avuto/avranno un effetto negativo sugli acquisti di titoli di stato da parte degli investitori? Ebbene, così non sembra, stando alla notizia citata poco sopra.

In secondo luogo, la sottoscrizione di bot, cct e/o btp da parte di soggetti esteri non significa investire in Italia, o per lo meno non nel senso che intende Grillo nella parte precedente del post.

Che il comportamento di Fazio non sia stato improntato all’imparzialità come la sua carica gli imponeva, credo sia palese. Ma a quanto sembra ne risponderà nelle sedi opportune.

Ciò non toglie che Beppe Grillo non può permettersi di scrivere banalità del genere, visto il seguito che ha.

Dica 33

Foto, Humor No Comments »

Divertente scambio su un forum di fotografia digitale.

Domanda iniziale:
Can we disable the shutter sound?
I’m away from home right now and didn’t have the manual with me. Thanks.

Prima risposta:
Turn the Camera off :)

Risposta successiva:
Or cough when shooting…

Buon compleanno DreamHost

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Ho appena scoperto che DreamHost ha compiuto ieri 8 anni e mette a disposizione un codice promozionale per ottenere uno sconto sui loro pacchetti di hosting.
Quasi 5.000 MB di spazio su disco, 120 GB di traffico al mese più la registrazione di un dominio costano, pagando in anticipo due anni, 114 USD, che sono meno di 4 euro al mese. Ovviamente gli sconti sono maggiori sui pacchetti più “avanzati”.
Basta collegarsi al sito, scegliere l’offerta più adatta alle proprie esigenze, sottoscriverla e nel riepilogo del prezzo, inserire 888 come “Optional Promo Code” e cliccare su Update. Vedrete subito il prezzo scontato.

Un paio di note a margine. L’offerta è sicuramente conveniente, soprattutto perché hosting italiano con caratteristische simili hanno prezzi difficilmente sostenibili da un privato.

Tra parentesi, con DreamHostè possibile installare WordPress con un solo click. In poche parole, potrebbe essere l’occasione giusta per abbandonare i vari servizi gratuiti e mettersi “in proprio”.

Le avvertenze riguardano l’assistenza, solo in inglese, ed il pannello di controllo che, come ho avuto modo di scrivere in passato, è tra i più ostici che abbia mai visto.

Se avete bisogno di ulteriori info, chiedetemi pure, via mail o coi commenti.

P.S.: visto quanto è successo da queste parti negli scorsi giorni, il presente post non è da interpretare come un velato invito ai condomini perché si trasferiscano in altri lidi.

P.P.S.: per una questione di trasparenza, tengo a precisare che cliccando sui link presenti nel post, e sottoscrivendo un pacchetto, il sottoscritto viene ricompensato con una provvigione.

Aggiornamento del lunedì mattina

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In riferimento al post precedente, il supporto tecnico mi ha appena comunicato che, per il momento, non è necessario il trasferimento del mio account su un server differente.

A conferma, ho tolto il blocco degli accessi da libero. Spero che la situazione resti stabile.

Aggiornamenti da queste parti appena ce ne saranno.

Cosa diavolo è successo

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Da venerdì mattina fino a poco tempo fa ci sono stati dei notevoli problemi di raggiungibilità di questo e degli altri blog che ospito.

La situazione sembra temporaneamente risolta.
Risolta nel senso che il sito e i sottodomini ora sono funzionanti.
Temporaneamente nel senso che a breve valuterò soluzioni più durature affinché disagi del genere non si ripetano in futuro.

Viste le ipotesi e le congetture che sono circolate, una breve spiegazione di cos’è successo.

Venerdì vengo avvisato che il sito è stato sostituito da una pagina standard che informa della sospensione dell’account.
Chiedo lumi al supporto tecnico e vengo informato che il sito è crashato diverse volte a causa di un eccessivo utilizzo di risorse da parte di uno dei blog che ospito.

Mi ricordo che il blog in questione usa una vecchia versione di WordPress, e che negli scorsi giorni era stato oggetto di pesante spam nei commenti (ho cancellato manualmente quasi 5.000 tra commenti e trackback direttamente dal database), quindi chiedo che venga quanto meno ripristinato l’accesso al pannello di controllo e al server ftp per procedere all’aggiornamento.

Ieri sera, in fretta e furia, senza recuperare il template, aggiorno WordPress ed informo il supporto tecnico. Loro riabilitano i sottodomini per qualche minuto e tutto crolla nuovamente.

A questo punto WordPress non è la causa principale dei problemi e per curiosità vado a spulciarmi le statistiche di accesso al blog. Tra i referer c’è liberoblog, che ha causato un aumento incredibile delle visite, passate da una media di 400 giornaliere ad una punta di 5.000 il 23, prima del blocco imposto dal supporto tecnico.

I numeri possono sembrare ridicoli, ma bisogna considerare che il mio è uno spazio in “shared hosting”, quindi non sono l’unico “abitante” del server. Per quanto trafficati, sia gattostanco che giavasan non superano le 600 visite/giorno. Il link da libero è stato senza ombra di dubbio la causa di tutti i mali.

Questa mattina modifico il file .htaccess del blog incriminato, in modo che le richieste con un determinato referer ottengano come risposta un errore 403.

La cosa sembra funzionare, ed infatti tutto è tornato più o meno come prima.

Ora che si sono calmate le acque, valuterò alcune ipotesi e dei provvedimenti.

Spostare tutto l’ambaradan su uno spazio dedicato non è finanziariamente sostenibile. Il costo mensile è il doppio del canone annuo che pago attualmente. Questo senza cambiare provider.

Un’altra possibilità sarebbe trasferire tutti gli ospiti presso DreamHost. Lo spazio e la banda sarebbero più che sufficienti, e potrei continuare ad offrire un servizio completamente gratuito, tramite i proventi della pubblicità che alcuni blogger hanno inserito.
I (potenziali) problemi sarebbero il cambiamento di indirizzo (facilmente aggirabile con un redirect) e la mia incapacità di utilizzare il loro pannello di controllo (anche questo punto risolvibile con un po’ di pratica). Inoltre i loro servizi non sono stati messi a “dura prova”, quindi non è possibile escludere a priori che situazioni del genere possano ripetersi una volta effettuato l’eventuale trasloco.

Se chiunque avesse altre idee, è pregato di farmelo sapere, tramite i commenti (sbrigatevi prima che venga sospeso tutto un’altra volta) o via mail.

A breve altri post sul tema.

Un posto in prima fila

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Sembra quasi che Prodi stia guardando lo spot Opel

Prodi

Punti di vista

Personali No Comments »

Mio fratello è andato a ritirare lo scooter nuovo.
Siccome sono in ufficio, mia mamma mi ha avvisato con un sms:

Fabio ha ritirato il motorino. E bello rosso

Cucina di qualità bis

Lavoro 2 Comments »

Anche oggi ho chiesto, allo stesso collega dell’altra volta, cosa avesse mangiato a pranzo.

La sua risposta è stata: “Arrosto con H40 Kerakoll“.

In realtà si riferiva al purè.

Divide et impera

WordPress 4 Comments »

Ieri sera mi è arrivato un invito per aprire un account su wordpress.com.
Se già da queste parti posto una volta la settimana, dubito che avere un altro spazio faccia aumentare la frequenza dei post.
Mi farò venire qualche idea…

Ah, ho appena scoperto di poter distribuire un invito. Visto che non c’è due senza tre, potrei mandarmelo, e continuerei ad averne sempre uno. Oppure spezzare l’incantesimo e regalarlo a chiunque fornisca un valido motivo, via mail e/o commento.
Faccio presente che ad una prima occhiata le possibilità di personalizzazione sono molto più contenute rispetto ad un blog ospitato su diludovico, quindi le motivazioni per ricevere l’invito devono essere decisamente valide e giustificate.

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