[...] Then, around 2:00 AM, I was awoken by a loud rumbling sound, followed
by a crash. It happened again, and again, and again…I went outside, and this is what I found…
A Tokyo ho comprato una Nikon Coolpix 5200, risparmiando parecchi soldi. Peccato che il manuale, ed il software fossero in giapponese. Il commesso mi aveva assicurato che era possibile scaricare sia l’uno che l’altro dall’homepage Nikon.
Per il primo aveva ragione: la versione pdf è on-line.
Il software, invece non poteva essere scaricato prima di oggi. O meglio, io me ne sono accorto solo ora.
Peccato che sia necessario registrarsi al sito. Peccato che si debba inserire il codice seriale della macchina fotografica. Peccato che il seriale della mia non venga riconosciuto.
A questo punto tiro fuori una vecchia Coolpix 775, mandata in pensione dalla nuova. Cambio modello e codice nella maschera e in poco più di 2 minuti ho sul mio desktop il file PictureProject_v101en.zip
Ovviamente il programma in oggetto non è stato concepito per la vecchia macchina, quindi non capisco come sia stato possibile scaricarlo lo stesso ![]()
Se la Nikon voleva impedire che i prodotti venduti in Giappone potessero utilizzare software in inglese, non ci sono riusciti.
Hanno però centrato l’obiettivo di rendermi decisamente scontento: se non avessi comprato delle loro digitali in passato, sarei rimasto senza software, il che non è cosa buona e giusta.
Dovrebbero sapere che le macchine da loro prodotte vengono vendute in tutto il mondo.
La rinuncia alla garanzia italiana mi sembra una buona rinuncia, per aver goduto di un notevole sconto acquistando all’estero. L’impedire che la macchina venga utilizzata, solo perché per principio non fanno scaricare i driver, mi sembra una ripicca tipica di bambini dell’asilo, e non consona ad una multinazionale.
AGGIORNAMENTO: visti i numerosi commenti, sembra che la vendita di macchine fotografiche Nikon d’importazione parallela siano andata alla grande per Natale.
Un paio di precisazioni: il software che ho scaricato, è in inglese, e non in italiano. Inoltre non ho alcun manuale in una lingua diversa dall’inglese. Chiunque cercasse le istruzioni in italiano, per prima cosa non si rivolga a me. In seconda istanza, rinunci, perché non sono scaricabili on-line, e la Nital (importatrice per l’Italia) non è disponibile a fornire assistenza a prodotti venduti al di fuori della propria rete.
Spero di essere stato sufficientemente chiaro. Quindi ora chiudo i commenti.
Controllando la posta, mi sono accorto di avere a disposizione 6 inviti.
Gattostanco è a posto. Mio fratello non è interessato.
Ne restituirei uno a Simone , se fosse rimasto a corto. Anche Giavasan non dovrebbe averne bisogno.
Così ho tagliato fuori il 50% dei lettori abituali del blog. Se qualcuno di passaggio fosse interessato, può lasciar detto nei commenti.
UPDATE: ho terminato gli inviti. I commenti verranno perciò chiusi. Mi spiace.
Questa mattina ho accompagnato mio padre nell’Euronics di Buenos Aires, a Milano, perché si è messo in testa di comprare un televisore al plasma. Ieri era stato con mia madre da Trony e Mediaworld, per segnarsi i prezzi di modelli simili a quello in offerta.
Oggi voleva prenotare il Samsung PPM 42S3, alla modica cifra di 2.690 Euro. Io dovevo limitarmi a chiedere alcuni dettagli tecnici (collegamenti, prese scart etc.).
Siamo i primi clienti del reparto televisori. Il commesso si ricorda di mio padre, e comincia la procedura di prenotazione. Quando gli chiedo se ci fossero una o più scart, è molto insicuro. Si collega al sito della Samsung, e tra le televisioni al plasma non trova il modello in vendita. Continua a cercare, finché non finisce in monitor al plasma. Ovviamente li’ c’é. Comincio ad avere qualche dubbio, e chiedo delucidazioni sulla differenza tra le due tipologie. Il monitor da solo, in pratica, non serve a nulla: va collegato ad un videoregistratore e/o decoder satellitare. Non ha le casse, e quindi va collegato allo stereo o bisogna comprarne a parte. Insomma, è decisamente scomodo.
Mio padre non è più tanto convinto. Il commesso ha il lampo di genio, e gli propone un televisore, sempre Samsung, che però costa 3.690 euro. Ovviamente scatta la richiesta di sconto, ma il povero venditore non ha potere decisionale. Bisogna andare dal direttore. Mio padre comincia a raccontargli tutta la storia: l’obiettivo è riuscire ad avere quasi 200 euro di sconto che, nella fattispecie, sarebbe meno del 5%.
Il direttore ha la faccia dubbiosa: il modello in offerta non è un monitor. Euronics ha convinto Samsung ad inserire una scheda video in quel modello. Chiede conferma al commesso, che ovviamente smentisce. A questo punto concordiamo il prezzo per il televisore. Verifica a terminale la disponibilità e, ovviamente, quel particolare tipo non è in magazzino, e sembra non sia più disponibile.
Il solerte responsabile si sincera presso la Samsung: ovviamente c’è un modello più recente, e discretamente più costoso che però andrebbe ordinato. Mio padre non ne vuole sapere, e si decide per comprare il modello in esposizione. Il direttore propone di chiamare gli altri punti vendita, per verificare che ce ne sia un altro usato un po’ meno (quello nel negozio di Buenos Aires è in funzione da 2 mesi). Naturalmente la ricerca non da esito positivo.
Dopo quasi un ora, il primo commesso ci chiede i dati per la consegna, che avverrà lunedì pomeriggio. Per concludere in bellezza, ci sono dei problemi nel trovare, credo nell’inventario, il televisore appena acquistato.
Morale della favola:



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